13 passi verso la scelta giusta

IL PRIMO, FONDAMENTALE ESAME DA FARE E' L'ESAME DI COSCIENZA
Ci può dire moltissimo. Ci può dire se i nostri problemi di salute hanno a che fare con cattive abitudini (mangiar troppo, fumare, bere alcolici, dormire poco o male, far uso di droghe, non fare attività fisica, prendere farmaci, svolgere attività stressanti); possiamo capire quando sono iniziati davvero, se abbiamo tentato di ignorarli per un po’ o se li stiamo «esagerando», se sono legati a cambiamenti nel nostro stile di vita eccetera.
Usare il buonsenso significa anche avere una visione d’insieme, cioè non limitarsi a considerare un sintomo isolato, ma cercare di metterlo in relazione con le nostre abitudini, con gli ultimi avvenimenti, i «precedenti», l’alimentazione, un viaggio fatto, un incontro, una coincidenza eccetera.

LA PREVENZIONE PIU' IMPORTANTE E' FATTA DI «BUONE ABITUDINI»
È inutile esagerare con esami, check-up e visite soprattutto in giovane età. È fondamentale, invece, eliminare tutti i cosiddetti fattori di rischio, cioè le cattive abitudini che possono compromettere la nostra salute. E tutti noi sappiamo benissimo quali sono!

SIAMO NOI I PRIMI RESPONSABILI DELLA NOSTRA SALUTE
È inutile chiedere al medico qualcosa per far passare la bronchite cronica continuando a fumare venti sigarette al giorno; non esiste farmaco che ci permetta di mangiare torte pur avendo il diabete o di bere alcolici con il fegato che non funziona. Il medico può aiutarci a mantenere una buona salute, ma il primo passo è nostro: consiste nel prendere coscienza dei nostri problemi.
Il prendere coscienza non finisce mai: continua quando ci vengono prescritti farmaci, esami, terapie o interventi: dobbiamo chiedere a che cosa servono, che effetti collaterali hanno, valutare se le probabilità di successo superano i rischi. Meriti e colpe non dovrebbero essere soltanto del medico.

I FARMACI NON RISOLVONO TUTTO. LA FRETTA NON RISOLVE NIENTE.
I farmaci dovrebbero essere l’ultima ratio. Per esempio, è molto più utile alla salute, e anche molto meno costoso, mangiare meno grassi piuttosto che tentare di abbassare il colesterolo con una medicina.
Chiediamoci, con il solito «esame di coscienza», come stiamo davvero: spesso si ha tutto il tempo per consultare con calma il medico anziché fare ricorso a un farmaco di nostra iniziativa.

FACCIAMO TESORO DELL'ESPERIENZA
Se il problema è un raffreddore, un’influenza o un mal di pancia del tutto simile a uno già avuto in passato, se il decorso del disturbo è simile... niente ansie! Facendo tesoro dell’esperienza possiamo curarci da soli (il che magari vuol dire aspettare che il problema passi, prendendo qualche precauzione, dal riposo alla dieta).
Ciò premesso, anche chi ha le migliori abitudini di vita e usa il buonsenso può ammalarsi e avere bisogno di aiuto. E allora, da chi andare?

È BENE INDIVIDUARE UN BUON MEDICO DI MEDICINA GENERALE E ANDARE SEMPRE DALLO STESSO
Tutti noi abbiamo diritto a un medico di fiducia (si sceglie alla ASL) e abbiamo il diritto di cambiarlo se non ci troviamo bene. Ma se ci troviamo bene, non cambiamolo soltanto perché un amico ci dice: «Il mio è bravissimo».
Se vi rivolgete un medico privato, preferite un internista, un medico con competenze il più possibile ampie, che perciò avrà il punto di vista più ampio.

UN «BUON MEDICO» E' IL MEDICO NEL QUALE ABBIAMO FIDUCIA
Escludiamo i casi di finti medici con condanne alle spalle (se lavorano per il servizio pubblico, titolo e curriculum dovrebbero essere stati controllati!): a parità di «meriti», scegliete il medico che vi piace. Un professionista può andare benissimo per un paziente e male per un altro.
È fondamentale sentirsi a proprio agio, sentire «empatia», una corrente positiva che permette confidenza, comprensione, sincerità. Insomma, fiducia. Che a noi evita ansie e altre emozioni negative, e al medico rende più facile aiutarci.

IL MEDICO PROCEDE PER «IPOTESI DI LAVORO».
La medicina non è una scienza esatta, il medico non è un mago, i farmaci non fanno miracoli, gli esami non danno sempre certezze. In medicina tutto è possibile e ogni paziente è un caso a sé: non esistono malattie da curare sempre in un certo modo, ma malati che richiedono ciascuno un trattamento diverso, con tempi diversi.
Una volta «digerite» queste verità, non ci resta che mettere il medico in condizione di poter lavorare al meglio: diamogli tutti gli elementi utili a capire la nostra situazione. Senza aspettative eccessive, ansie e fretta, grandi nemiche della nostra salute.
Il medico ideale è una persona che ha certe competenze tecniche, che ci fa chiacchierare con attenzione e capacità di ascolto, poi valuta la situazione. Fare una «diagnosi differenziale» vuol dire escludere una a una le possibili cause di un disturbo in base a quello che racconta il paziente, alla propria esperienza, all’andamento della malattia.
Una volta formulata un’ipotesi di lavoro, il medico la discute con noi, ci aiuta a ragionare e a combattere ansie ingiustificate, poi consiglia una strategia. Se è necessario, dopo un certo tempo modifica ipotesi e strategia, sempre discutendo con noi il da fare

UN BUON MEDICO EVITA ESAMI INUTILI
Tanti esami non sono garanzia di una diagnosi esatta. Un buon medico cercherà di evitarci indagini fastidiose, costose e poco significative perché non portano ad alcuna possibilità di intervento. Un cattivo medico che cerca facili guadagni non avrà di questi scrupoli: la medicina si nutre delle nostre ansie e può essere un colossale business. Se avete un dubbio, quando vi viene prescritta un’analisi o un altro esame, non abbiate timore di chiedere a che cosa serve ai fini della soluzione del vostro problema.

LA STRADA PIU' SEMPLICE NON PARTE DALLO SPECIALISTA
Salvo casi evidenti (con una gamba rotta si va dall’ortopedico, in gravidanza si va dal ginecologo), l’iter più sensato e spesso anche più rapido inizia dal proprio medico di medicina generale. Soprattutto se ci conosce già da tempo, saprà sicuramente proporre un’ipotesi diagnostica e/o indirizzarci allo specialista adatto. Poi, ci seguirà anche nel corso di un’eventuale terapia consigliata da altri.
Quando vi «mandano» da uno specialista, chiedete che cosa fa, quali sono le sue competenze, perché vi viene consigliato.

IL MEDICO MIGLIORE NON E' QUELLO CHE PROMETTE DI PIU'. E' QUELLO CHE MANTIENE LE PROMESSE
Non esistono miracoli, in medicina. Se nove medici dicono che un certo intervento non si può fare e se il decimo promette sicuro successo, è probabilissimo che il cialtrone sia il decimo. E non i nove precedenti.
Oggi non esistono neppure «segreti», in medicina: se nove medici consigliano una cura lunga e noiosa, mentre il decimo dice di conoscerne una nuova e miracolosa, diffidate del decimo. Guai al medico stregone che garantisce sicure guarigioni con rimedi noti solo a lui. Può esistere un chirurgo più esperto o abile in un certo intervento, può esserci un ospedale che ha un’attrezzatura unica, ma queste cose le sanno tutti i buoni medici. E tutti sapranno indirizzarci al meglio.

CONSULTARE PIU' MEDICI NON AUMENTA LE PROBABILITA' DI SUCCESSO
Anzi, sentire molti specialisti è il modo migliore per farsi venire più ansie e dubbi. A volte si va da un medico all’altro finché non ci si sente dire quello che volevamo sentirci dire (non è raro, per esempio quando il medico sconsiglia un intervento di chirurgia estetica o un’altra operazione); altrimenti, l’unico buon motivo per cambiare medico è la mancanza di fiducia. Che spesso è un problema di comunicazione.
Dobbiamo esporre tutti i dubbi e chiedere tutte le informazioni che vogliamo al nostro medico: se con lui c’è un buon rapporto, saprà rispondere a tutto, semmai consigliandosi con altri medici.

UN PO' DI PAZIENZA AIUTA TUTTI
Rispettiamo orari e appuntamenti. Se ci tocca aspettare, prima di una visita, spesso è perché dal dottore c’è qualcuno che come noi ha bisogno di capire e chiedere. Ritardi e disguidi capitano; se il medico non arriva, può aver avuto un caso davvero urgente da vedere.
Per i medici di medicina generale, le norme dicono che per avere in giornata una visita a domicilio bisogna telefonare entro le 10 del mattino, e che chiamando dopo quell’ora si avrà la visita entro le 12 del giorno successivo. Queste sono le norme. Ma un buon medico saprà tener conto delle condizioni dei suoi pazienti, soprattutto se li conosce e ha un buon rapporto con loro.
dottor Giuseppe Porpora,
Medico di medicina generale